Guida

Il registro dei rischi, passo per passo

Un registro dei rischi serve se cambia cosa fai lunedì. Come scriverlo in poche colonne, valutarlo con una scala uguale per tutti e trasformare le risposte in task con un nome e una data.

A cosa serve

Il registro dei rischi è l'elenco di ciò che può andare storto nel progetto, con quanto è probabile, quanto farebbe male e chi se ne occupa.

Non serve all'audit: serve a decidere in anticipo, quando rimediare costa ancora poco. Se il registro si apre solo prima della riunione con il cliente, è un documento. Se cambia le priorità della settimana, è uno strumento.

Bastano poche colonne: rischio, causa ed effetto, probabilità, impatto, owner, strategia, piano di risposta, stato, data di revisione. Ogni colonna in più è un campo che nessuno aggiornerà.

Scrivere un rischio: causa, evento, effetto

«Ritardi del cliente» non è un rischio: è una preoccupazione. Un rischio si scrive in una frase con tre parti, causa → evento → effetto:

Il cliente deve preparare 120 schede prodotto (causa); se le consegna dopo l'inizio del collaudo (evento), il go-live slitta di due settimane (effetto).

Così si capisce cosa osservare (le consegne), quando preoccuparsi (prima del collaudo) e quanto pesa (due settimane).

  • Dai a ogni rischio anche un titolo breve, per la lista: «Testi e foto dei prodotti in ritardo».
  • Un rischio per riga. Se la frase ha due «se», sono due rischi.
  • Un rischio non è un problema. Il problema è già successo: si gestisce con un task, oggi.

Probabilità e impatto, con una scala scritta

Ogni rischio si valuta con due numeri da 1 a 5. Prima di farlo, scrivi che cosa vuol dire ogni numero per il tuo progetto: se per te 4 è «più probabile che no» e per un collega è «quasi certo», i punteggi non si confrontano.

GradoProbabilitàImpatto sui tempiImpatto sui costi
1Rara: meno di 1 caso su 10meno di 1 settimanameno dell'1 %
2Improbabile: da 1 a 3 su 101–2 settimane1–5 %
3Possibile: da 3 a 5 su 102–4 settimane5–10 %
4Probabile: da 5 a 7 su 101–2 mesi10–20 %
5Quasi certa: più di 7 su 10oltre 2 mesioltre il 20 %

Le soglie sono un esempio: adattale al tipo di progetti che fai. Ma tienile uguali in tutti i progetti e non cambiarle a metà, altrimenti due registri non si sommano più.

Punteggio, livello e matrice

Il punteggio è probabilità × impatto, da 1 a 25. Il livello viene dal punteggio:

LivelloPunteggio
Bassoda 1 a 4
Medioda 5 a 9
Altoda 10 a 14
Criticoda 15 a 25

Due esempi. «Testi in ritardo»: probabilità 4, impatto 4, punteggio 16, critico. «Accessibilità scoperta a fine progetto»: probabilità 2, impatto 5, punteggio 10, alto: poco probabile, ma costerebbe cara.

La matrice 5 × 5 mette la probabilità sulle righe e l'impatto sulle colonne, e conta i rischi aperti in ogni cella: si guarda in alto a destra.

Un limite da conoscere: il prodotto pesa allo stesso modo probabilità e impatto. Un rischio raro ma devastante (1 × 5) vale 5, come uno quasi certo ma trascurabile (5 × 1). Per questo, accanto al livello, leggi sempre i due numeri.

La risposta: una strategia e un task

Per ogni rischio scegli una strategia:

  • evitare: cambi il piano perché non possa succedere;
  • mitigare: riduci la probabilità o l'impatto;
  • trasferire: lo affidi a chi lo gestisce meglio, con un fornitore che garantisce un livello di servizio, un'assicurazione o una clausola del contratto;
  • accettare: lo tieni d'occhio e prevedi un margine nel piano;
  • scalare: non è nelle tue mani, e lo porti a chi può decidere.

Una strategia senza un task resta un'intenzione. Per i rischi alti e critici scrivi il piano di risposta e crea il task che lo mette in pratica, con chi lo fa e quando: «Calendario delle consegne dei contenuti, entro venerdì, Chiara».

Owner e revisioni

Ogni rischio ha un owner: la persona che lo segue, non quella che lo subirebbe. E una data di revisione: quando lo riguardi, anche solo per scrivere che non è cambiato niente.

Un ritmo che funziona: i critici ogni settimana, gli alti ogni due, medi e bassi una volta al mese.

Una revisione scaduta su un rischio aperto è il segnale più utile del registro: vuol dire che nessuno lo sta guardando.

Gli stati raccontano la vita del rischio: identificato, in mitigazione, in monitoraggio, poi chiuso, oppure occorso se è successo davvero. A quel punto è un problema, con i suoi task.

Cinque errori comuni

  1. Rischi scritti come categorie («tecnico», «cliente»): non si valutano e non hanno risposta.
  2. Una scala diversa per ogni capo commessa: i registri non si confrontano.
  3. Il registro aggiornato la sera prima dell'audit: le date di revisione sono tutte uguali, e tutte passate.
  4. Azioni decise in riunione che non diventano il task di nessuno.
  5. Cancellare i rischi chiusi: il registro di un progetto finito è la migliore lista di partenza per il prossimo.

In pratica

In Excel o in KeenHour.

Con il modello Excel

Probabilità e impatto da 1 a 5, punteggio e livello calcolati, matrice 5 × 5 dei rischi aperti, revisioni scadute in evidenza.

Scarica «Registro dei rischi» (.xlsx)Tutti i modelli gratuiti →

Con KeenHour

In KeenHour punteggio, livello e matrice si calcolano da soli, con la stessa scala in ogni progetto. Ogni rischio ha owner, data di revisione e task di risposta collegati, e le revisioni scadute si vedono nel registro e nella home. Un rischio occorso diventa una issue del registro RAID, e l'esposizione si legge anche in giorni ed euro.

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Le altre guide.

  • Percorso critico

    Quali attività decidono la data di fine, e quanti giorni di margine hanno le altre. Con un esempio di sei task da rifare a mano.

  • Baseline e scostamento

    La fotografia del piano approvato: quando salvarla, come si legge lo scostamento in giorni e quando ne serve una nuova.

Every hour, under control.

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